Tutto questo ha un senso ?

Leggo di continuo sagge riflessioni sul perché e sul possibile senso di questa crisi planetaria: un invisibile microrganismo che spaventa tutti, anche i buffoni come Trump…
Si parla delle conseguenze del cambio climatico, della bellezza di recuperare quelle attività più speculative, come leggere, coltivare i rapporti familiari, e così via. Penso che interpretiamo un evento a partire dai valori che ognuno possiede e da un più generale senso che diamo alla vita che viviamo.
Anch’io ho la mia versione, la mia interpretazione del perché e del senso o della lezione che dobbiamo trarre da questo evento. Pur non essendo questo l’obiettivo delle mie riflessioni , anch’io ho la mia interpretazione come tutti. Penso infatti che l’uomo, con la sua scienza e la tecnica che ha creato, abbia sviluppato anche un’enorme arroganza nei confronti della Natura che vuole dominare e piegare ai suoi fini a qualunque costo: clima, disumanizzazione, allungamento artificiale della vita come un surrogato di dominare anche la morte. E’ il messaggio che ci viene fornito dalla Bibbia giudaico-cristiana: dopo aver immaginato che Dio crea l’uomo e la donna…”Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra” 1) . La terra e tutti gli esseri che la abitano devono essere soggiogati, dominati, cioè noi siamo i padroni (domine) e facciamo ciò che più ci conviene adesso… che importa se i nostri pronipoti vivranno condizioni di vita disumane… neanche li conosciamo! La Natura che, per il grande Spinoza, è il vero Dio, è stata massacrata, ma, anche così, resta più forte di noi. Anche non considerando l’enormità e la potenza della Natura a livello universale con le sue infinite galassie di fronte alle quali solo i più intelligenti, come Pascal, si sgomentano e riconoscono la piccolezza e l’insignificanza umana : “Quando considero la breve durata della mia vita, sommersa nell’eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e che pure vedo, inabissato nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e mi ignorano, mi spavento e mi meraviglio di trovarmi qui piuttosto che lì , perché non c’è affatto una ragione….” . E Pascal era un cristiano, però molto intelligente che vede la nostra insignificanza di fronte a quella immensità che ignoro e che mi ignora. Quell’immensità è tanto più potente della nostra tecnologia che non può far nulla, in queste circostanze, se non usare i rimedi antichi, quelli che si usavano nel medio evo: l’isolamento e la quarantena. E allora quel che mi ispira questa inaudita calamità mondiale è una fantasia: quella di una Natura personificata che ci avverte: “Guarda che sono sempre io ad essere più forte di te e ti metto in ginocchio… se mi gira così ! Ricorda gli Tsunami, i terremoti, le eruzioni vulcaniche e ridimensiona la tua onnipotente tecnica!” Ridimensiona e non “elimina” perché senza la nostra tecnica saremmo davvero fregati, cioè tutti ammalati e magari morenti e forse questo era il senso delle pestilenze: ridurre il numero degli umani e selezionare la specie con la sopravvivenza dei più forti ! Ma questa è pura crudeltà, sebbene la Natura sia crudele; per questo il grande Leopardi la concepiva come una matrigna e non come una madre affettuosa.
E poi ci sono le interpretazioni di coloro che soffrono troppo a pensare ad una natura “matrigna” e preferiscono pensare che Essa (la natura) sia agli stretti ordini di un qualche Dio o grande consesso di maestri senza corpo che lavorano sempre per il bene dell’umanità e dunque bisogna trovare un senso positivo nelle disgrazie, come se fossero state preordinate da quegli esseri superiori per realizzare quel che di positivo le disgrazie arrecano: solidarietà, introspezione, cambiamento di valori, essenzialità nel concepire la vita eccetera. Ed è tutto vero che in questa circostanza del coronavirus tutto questo sta avvenendo: ci stiamo fermando e dunque possiamo avere l’opportunità di guardarci meglio dentro, contemplare la nostra vita e quella di un mondo sempre in corsa, sempre in crescita e guai se la crescita scende del 0,3 percento: in questo caso bisogna correre ancora di più !
E per finire ci sono i “dietrologi”: c’è un Garganella che dietro le quinte costruisce il virus per rovinare Cina e Italia…

Detto ciò, in sintonia con quanto si viene dicendo da più parti in questi giorni, vorrei fare una riflessione sul senso della ricerca di un senso negli avvenimenti umani. Cioè ha senso ricercare un senso? O non è piuttosto un vizio della nostra mente vincolata alla categoria della causalità che oltre a ricercare le cause di un qualsiasi evento, ne cerca anche la motivazione razionale, consequenziale, come se tutto fosse predisposto per un fine vantaggioso per l’essere umano! Ed eccoci di nuovo al nostro presuntuoso antropomorfismo: come recita la bibbia, tutto l’universo è stato fatto per noi e dunque tutto deve riguardare noi in qualche modo.
Il senso degli avvenimenti che cerchiamo, ritengo, sia un meccanismo di difesa dell’essere umano che si difende dall’angoscia dovuta all’inspiegabile, al casuale senza un perché, alla nostra debolezza e alla forza della Natura che può ucciderci come moscerini da un momento all’altro senza un perché. I perché, il senso degli avvenimenti sono un’esigenza della nostra mente, cioè di una maniera di essere di una trascurabile specie che vive in un pianetino quasi invisibile nell’Universo infinito che non ci conosce. Quello sgomento di Pascal è proprio dovuto a questo; e la filosofia nasce proprio dalla ricerca di un rimedio psicologico al terrore di fronte alla morte e al dolore, a quelle pestilenze che nell’antichità, come adesso, ammazzavano le popolazioni. E anche allora si cercava un senso: perlopiù si pensava che l’uomo avesse dispiaciuto qualche dio e come conseguenza fosse arrivata la giusta punizione… e dunque bisognava sacrificare al dio animali o anche esseri umani. Tutto, in questo, modo rispondeva ad un senso, giusto e razionale.
Ma la Natura più che matrigna, cioè più che avere malevoli intenzioni contro di noi umani, funziona a prescindere da noi, o meglio includendo noi nel suo seno come include le formiche, i cespugli e le alghe marine che non sono state create perché noi potessimo fare i sushi. E ,come le formiche, possiamo essere uccisi a migliaia da una zampa di elefante che le schiaccia senza rendersene conto, o come un coronavirus per gli umani. L’elefante o il coronavirus non hanno nessun senso ! Il senso è che non c’è un senso: c’è, secondo me una realtà che è cosi come è, della quale facciamo parte e non potremo mai dominare, perché una parte non può dominare il tutto; come non potremo mai dominare la nostra paura per l’inspiegabile, per l’inaudito per l’imprevedibile, per tutto ciò che non riusciamo a spiegare razionalmente secondo il principio di causa effetto che è solo una nostra caratteristica, come la proboscide per un elefante , che non ci sogneremo mai che potesse spiegarci il perché dell’Universo, degli avvenimenti e delle sciagure.
Le disgrazie dunque, secondo me, non sono fabbricate per espandere la coscienza umana; perché si renda conto di qualcosa di cui prima non si rendeva conto. Ma tuttavia con le nostre proboscidi mentali possiamo reagire in maniera diversa agli eventi. Per me è imparare a vivere con la coscienza della nostra estrema vulnerabilità, con la scienza e la tecnica che fanno del loro meglio ed anch’io faccio del mio meglio per adeguarmi ad un Universo troppo più grande delle mie proboscidi mentali. E imparo a convivere con il mistero e lo sgomento !

1) Resasi conto dell’enormità e dell’oscenità anacronistica delle affermazioni divine, contrarie a ogni minimo senso di ambientalismo e rispetto della natura e degli animali, la Chiesa oggi, giocando su traduzioni da lingue antiche e sconosciute , afferma che Dio voleva dire (proprio come un politico che dice di essere stato frainteso, che non voleva dire ciò che ha detto…) che l’uomo si sarebbe dovuto prender cura (e non più dominare!) della natura e delle altre specie. Quand’anche fosse così resta l’arroganza del genere umano che fa dire a un Dio ,creato a sua immagine e somiglianza, che noi umani siamo superiori alle altre specie e alla natura stessa che abbisognerebbe delle nostre cure; se no ? Non è che forse senza le nostre “cure” la natura starebbe certamente meglio !? Per fortuna non credo che esista un Dio così stupido, stupido come gli uomini che lo hanno creato